La Terra non è semplicemente una roccia densa e senza vita alla deriva nello spazio; possiede spirito, un'essenza vivente che anima la sua forma. Ma cosa intendiamo per "spirito"? lo Spirito, in termini esoterici, si rivolge all'energia, alla forza vitale o al principio animatore che infonde vitalità nella materia. Senza spirito, il corpo non è altro che un insieme di materia inerte. Allo stesso modo, tutta la materia è intrisa di spirito, un'energia vitale intrinseca che la anima e la sostiene. Queste due forze spirito e materia, sono inestricabilmente legate, ciascuna incompleta senza l'altra, eppure entrambe derivano da un'unica fonte: la Mente.
Attraverso il movimento del pensiero, la mente genera lo spirito e, attraverso il pensiero sostenuto, la mente dà forma alla materia. Tutte le cose fisiche, tutto ciò che percepiamo nel mondo materiale, esisteva inizialmente come pensiero nella mente divina. Spirito e materia sono polarità, due espressioni dell'essenza, create attraverso l'interazione dinamica del pensiero cosmico. Nella filosofia occulta, esiste un assioma ben noto: "Come in alto, così in basso". "In alto" rappresenta lo spirito, i piani superiori dell'esistenza, i cieli. "In basso" rappresenta la materia, il regno denso e fisico, simboleggiato dalla Terra. L'esistenza e la vitalità della Terra dipendono intimamente dallo spirito o dall'energia dei cieli. Ad esempio, la Terra non produce luce propria; la sua forza vitale è sostenuta dal Sole e dalle energie celesti che scendono dall'alto. Il Sole, che rappresenta lo spirito, è la fonte della vita, mentre la Terra, che rappresenta la materia, è il ricevente. Il cielo è spirito; la Terra è materia.
Sebbene la Terra sia solida, è infusa di spirito, proprio come tutte le cose che appaiono inerti contengono in sé una forza animatrice. Questa dinamica riflette la natura dell'umanità.
L'umanità è composta sia di materia che di spirito. Questa consapevolezza permette agli esseri umani di mettere in discussione la propria esistenza, di cercare le realtà più profonde oltre i limiti dei cinque sensi ed esplorare regni che trascendono il mondo materiale.
L'umanità si trova all'intersezione tra materia e spirito, unendo entrambi i regni.
Pur essendo radicati nel fisico, abbiamo la capacità di comprendere e allinearci con i piani superiori dell'esistenza, con le forze spirituali che plasmano la realtà.
È attraverso questa consapevolezza che iniziamo ad afferrare i misteri più profondi della vita, comprendendo che materia e spirito non sono separati, ma piuttosto espressioni diverse della stessa mente divina.
Ciò che percepiamo come mondo materiale esterno non è veramente esterno; piuttosto, è una complessa interazione tra informazioni sensoriali ed elaborazione cognitiva. I nostri occhi non si limitano a "guardare" il mondo; funzionano invece come complessi recettori di luce e informazioni. Le retine, ovvero i nostri occhi, fungono da portali, progettati per assorbire efficacemente la luce e facilitarne il passaggio al cervello, che è responsabile dell'elaborazione dei dati visivi.
La scelta deliberata del nero per le retine massimizza la loro capacità di assorbire luce e calore, garantendo una trasmissione ottimale degli stimoli visivi. Una volta penetrata nella retina, la luce intraprende un viaggio attraverso i percorsi neurali del cervello, raggiungendo infine la corteccia visiva situata nella parte posteriore del cervello.
All'interno della corteccia visiva, i dati visivi grezzi vengono trasformati in immagini coerenti, che vengono poi proiettate sullo schermo della nostra coscienza.
La corteccia visiva, situata nella parte posteriore del cervello, all'interno del lobo occipitale, è una meraviglia della neurobiologia responsabile dell'elaborazione delle informazioni visive.
Questa intricata rete di neuroni riceve segnali dagli occhi e li decodifica in rappresentazioni significative del mondo che ci circonda.
In sostanza, la corteccia visiva è organizzata in regioni distinte, ciascuna specializzata in diversi aspetti della percezione visiva.
La corteccia visiva primaria, nota anche come V1 o corteccia striata, funge da centro di elaborazione iniziale in cui vengono rilevate caratteristiche di base come bordi, colori e movimento.
Da V1, le informazioni vengono trasmesse alle aree visive di ordine superiore, ciascuna delle quali si basa sulla fase precedente per estrarre attributi visivi sempre più complessi.
Queste aree sono finemente sintonizzate per discernere forme, oggetti, volti e persino schemi di movimento, culminando in una percezione ricca e sfumata del nostro ambiente visivo. La corteccia visiva agisce attraverso intricati circuiti neurali, con neuroni che comunicano tramite segnali elettrochimici.
Questa complessa interazione consente un'elaborazione rapida e continua delle informazioni visive, che ci consente di percepire il mondo con notevole velocità e precisione.
Secondo le elite e le società segrete, il Sigillo di Lucifero incarna il profondo concetto della capacità della nostra coscienza di percepire visivamente l'universo tangibile. Lucifero, spesso chiamato "il portatore di luce", ha un significato simbolico in questo senso. Il termine "portatore" esprime il ruolo di trasportare qualcosa, non solo in senso fisico ma anche metaforico. Etimologicamente, "Luci" deriva dal latino, che significa luce, mentre "fer" si traduce con "portare". Essenzialmente, tutte le onde sono classificate come onde luminose, che fungono da canali per le informazioni.
Queste onde luminose, o la luce stessa, servono come mezzo per trasmettere informazioni al cervello, dove vengono elaborate per formare un'immagine del mondo che ci circonda.
Pertanto, il Sigillo di Lucifero simboleggia l'interazione tra luce, coscienza ed esperienza percettiva della realtà fisica. Logica discutibile se non fosse che loro intendono la luce del demiurgo, ossia le tenebre.
Il mondo esterno è veramente interiore. Ciò che percepiamo visivamente è essenzialmente un'onda luminosa che trasporta informazioni, che vengono poi elaborate dal nostro cervello, il computer centrale del nostro sistema nervoso. A seconda della natura delle informazioni trasportate dall'onda luminosa che entra nei nostri occhi, questa può avere un effetto positivo o negativo sul nostro cervello, sul sistema nervoso e, di conseguenza, su tutte le nostre cellule. Ecco perché il contatto con oggetti sensibili come ferite o sangue può evocare una sensazione di energia oscura e negativa in noi. Questo perché tutto ciò che vediamo è essenzialmente informazione che viene trasmessa al cervello e poi al resto del nostro corpo, influenzando il nostro stato generale e la nostra percezione del mondo.



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